Le donne e la terra

State bevendo un aperitivo al Frida. Scoprite che il locale ha aderito a una campagna di sensibilizzazione sull’ambiente di nome Happy hour happy planet, che invita i locali e i loro avventori a scegliere comportamenti green anche all’aperitivo, sul tema dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti, del cibo…

Ma cosa c’entrano le foto alle pareti, di donne africane, indiane, sudamericane, che vi guardano con un bambino al collo o una cesta in spalla?

“Abbiamo scelto di esporre la mostra Un mondo di donne in cammino di Danilo de Marco perché fra il cibo, l’agricoltura e le donne esiste un nesso speciale -spiega Elena Pisano di Fratelli dell’uomo-. Le donne rappresentano in media il 43 per cento della forza lavoro agricola dei paesi in via di sviluppo (rapporto Fao State of food and agriculture 2010-11, ndr). Ma la percentuale di donne proprietarie dei campi che esse stesse lavorano oscilla tra il 3 ed il 20 per cento. Tradizionalmente sono loro che, quasi ovunque, si occupano dell’alimentazione di tutta la famiglia. E spesso sono proprio i movimenti di donne a denunciare per primi i danni che la terra subisce, o a decidere di occuparsi della sua protezione”.

Come hanno fatto le contadine indiane di Plachimada (Kerala), che nel 2002 ingaggiarono (e vinsero) una battaglia legale contro lo stabilimento della Coca cola, che pompava illegalmente l’acqua di falda e inquinava coi suoi scarichi le risaie e i pozzi.

“In tante parti del mondo, sono le donne che lavorano per il recupero e la tutela della tradizioni agricole e alimentari -continua Elena Pisano-. In Bolivia esiste l’associazione Comuva: raccoglie le contadine del distretto di Cochabamba, e ha l’obiettivo di riportare le colture tradizionali su una terra impoverita da decenni di monocolture imposte dall’Occidente. Hanno creato anche una banca delle sementi, che conserva i semi più antichi e li dà in prestito ai coltivatori”.

Le immagini della mostra ci ricordano anche che spesso i prodotti agricoli del Sud del mondo non sono destinati alle tavole di chi ha li ha raccolti. Come “racconta” il ritratto delle raccoglitrici di tè cingalesi, che lavorano nelle piantagioni Lipton, o quello scattato a Zanzibar a una raccoglitrice di alghe (nella foto) che vengono utilizzate nella cosmesi occidentale.

La mostra, esposta al Frida per tre settimane a partire dal 28 giugno, comprende 42 foto selezionate da Fratelli dell’uomo fra le centinaia di scatti collezionati da Danilo de Marco in circa vent’anni di reportage e di collaborazione con i più importanti giornali italiani.

Leggi il commento alle foto di Erri De Luca.

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